Mi è capitato di trovare, nella mia routine di siti da visitare, un articolo mucho interessante. Il film di Max Payne sta sbancando i botteghini (negli USA e getta) nonostante abbia ricevuto un buon numero di critiche e di penose recensioni. Spinto dalla curiosità, ho appunto cercato queste fatidiche opinioni negative. C'è da dire che essendo io un grande fan del videogioco speravo in un buon film, ma allo stesso tempo mi aspettavo un brutto film, per cui sono tutt'ora privo di stupore. Dicevo, vad su imdb e, data un'occhiata alla media dei voti (un bellissimo 6,6.....), entro nel "reparto" recensioni degli utenti. Le varie opinioni sono veramente varie: si va dal "Don't waste your money, it's one of the worst films made this year" a frasi del tipo "This is an excellent and inventive movie" (specifico che ci sono molti più pareri negativi che pareri positivi, diciamo un bel 70% per i primi). Detto questo, l'unico modo per verificare la qualità della pellicola è appunta andare al cinema e vedere, quindi io, non avendo visto il film, ci piazzo un punto interrogativo. Ma quello che intendevo realmente dire con questa news è altro. Questi fatti sono la testimonianza di una tendenza che si sta sempre più diffondendo nell'ambito cinematografico. Troppo spesso vengono fatte trasposizioni videogioco->film che, pur essendo magari carine, non raggiungono un certo livello qualitativo soddisfacente. Il fatto che poi questi film guadagnino milioni su milioni non migliora la situazione. Sono soldi facili dopotutto. I produttori vogliono dinero e solo il nome del film (purtroppo) attira parecchia gente. Un intelligente confronto si potrebbe fare con i "super remake", molti sicuramente non all'altezza degli originali.
Comunque gente, pensateci un pò su.
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lunedì 20 ottobre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Miller's Crossing

Rimasi affascinato la prima volta che vidi un film dei fratelli Coen, una mattinata a casa di un mio amico (che ringrazio tantissimo). Non ero ancora un "forte" appassionato di cinematografia, ma Il Grande Lebowski, il film di cui sopra, mi impressionò fortemente. Non so esattamente dirvi perchè... I film girati da questi due geni (o pazzoidi, è lo stesso) in qualche modo riescono a tenere incollato lo spettatore alla poltrona, e quando tutto finisce, ti rimane la sensazione di non aver sprecato quelle due ore, di aver visto un bel film. Il mio è solo un piccolo tentativo di rendere l'idea di queste esperienze, è chiaro che se volete veramente capire cosa intendo dovete guardare una di queste pellicole.
Quella che voglio recensire oggi, è tra le più riuscite e allo stesso tempo fra le meno famose del duo. Questo perchè fu girata nel 1990, prima dei mostri sacri "Fargo" e Lebowski. Il suo titolo è Miller's Crossing, tradotto "Il crocevia della morte" in italiano...bah...
Anyway, il film è ambientato in un non precisato anno del periodo del proibizionismo, in una non precisata città. In quest'ultima vi è una lotta fra due fazioni mafiose rispettivamente comandate da un boss irlandese e da uno italiano. Il protagonista, tale Tom Reagan, braccio destro dell'irish-boss, si troverà suo malgrado in situazioni molto particolari derivate da questo conflitto. Questa pellicola rappresenta un'interessante alternativa al gangster movie di stampo classico; eppure molto elementi restano invariati: dalla classica città che trasuda corruzione agli scontri armati tra bande, farciti di raffiche di calibro .45. Ma alcune cose cambiano, a partire dal protagonista (interpretato da uno stratosferico Gabriel Byrne) che devia completamente da quello che è il classico gangster. Non è mai armato, non è "di famglia" nè tantomeno brama la carica di boss. E' infatti la sua spiccata intelligenza a renderlo affascinante, ossia il modo con cui cerca di "dribblare" i vari intrecci. Sempre parlando di interpretazioni, troviamo un buon John Turturro e un sempre ottimo Jon Polito, che sembra fatto apposta per la parte del mafioso. Che altro dire; gli elementi comuni a tutti i film dei Coen ci sono, dalle particolari inquadrature fino ad alcune scene ricorrenti. Detto tutto ciò, l'unica cosa che vi resta è guardarvelo e godervelo. A voi.
P.S. Perdonate se ho commesso eventuali errori grammaticali o di sintassi... Detto schiettamente, non ho voglia ora di rileggere il post.
Eccovi il trailer
lunedì 2 giugno 2008
The Doors

Jim Morrison è da sempre considerato un simbolo della sensualità maschile e della virilità, ma non solo. Lui e la sua musica hanno fatto da colonna sonora ad una generazione dannata, quella della guerra in Vietnam. Dietro a questo mito però vi è anche una storia di abusi di sostanze stupefacenti ed eccessi che hanno corroso la persona fino alla sua enigmatica morte. Oliver Stone nel film "The Doors" del 1991 estremizza questa figura, la toglie completamente dal contesto della guerra, ne accentua la "pazzia" e aggiunge la componente "esoterica". Il Morrison di Stone è sempre sballato, si esprime solo con frasi ambigue e crede in una pseudo-religione indiana. In realtà il film non rispecchia alla perfezione ciò che fu quest'uomo, anzi, si allontana eccessivamente dalla verità. Gli stessi componenti della band hanno espresso opinioni totalmente negative sul film. Perchè vederlo dunque? Innanzitutto va detto che quando un film si basa su fatti realmente accaduti deve per forza "inventare" qualcosa, altrimenti diventa un documentario. Essendo la pellicola basata principalmente sulla figura di Jim, l'interpretazione dell'attore che ne veste i panni deve essere sopra la media. E il signor Val Kilmer la supera di gran lunga. La sua prestazione è di gran lunga la migliore della sua carriera. In effetti tirando le somme questo film è un lungo monologo (non letteralmente) in cui l'attore americano da tutto se stesso.
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giovedì 29 maggio 2008
Platoon

Come tutti sappiamo la guerra in Vietnam ha ispirato un buon numero di film, alcuni dannatamente buoni, altri meno. Come non citare Full Metal Jacket, Apocalypse Now, Platoon. Quest'ultimo è forse il meno conosciuto dei tre ma è quello che probabilmente mostra meglio la difficile lotta nella giungla. Questa volta il conflitto è visto dagli occhi di Chris (Charlie Sheen, figlio di Martin Sheen, il protagonista di Apocalypse Now), un ragazzo fresco fresco di accademia appena giunto in territorio vietnamita. Durante questa dura esperienza scoprirà gli orrori della guerra, tra massacranti marce nella foresta, stragi insensate e dissidi tra commilitoni. Le truppe americane stesse sono divorate da lotte interne: da una parte il sergente Barnes (Tom Berenger), sadico e crudele veterano senza sentimenti, dall'altra il sergente Elias (Willem Dafoe), un ufficiale quasi "hippie" dotato di grande umanità e comprensione. Due aspetti opposti della stessa guerra insomma. Chris sta al centro di questa guerra interna e nonostante la sua iniziale "neutralità" subirà una notevole influenza dai due enigmatici sergenti, fino a diventare egli stesso succube della furia omicida della guerra.
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domenica 25 maggio 2008
Unforgiven

"È una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha... e tutto quello che sperava di avere."
Trovare western che trattino di questioni etiche come l'omicidio è quasi impossibile. Si uccide e basta. Senza pensare se è giusto o sbagliato, senza soffermarsi troppo.Gli Spietati è un western classico e moderno allo stesso tempo. Classico per le location, per le situazioni, per i soliti elementi comuni alle pellicole dello stesso genere insomma. Moderno per ciò che ho detto prima, cioè per i temi trattati. La vicenda ruota attorno alla figura di Bill Munny (Clint Eastwood), vecchio ex-pistolero vedovo e con 2 figli, e a quella dello sceriffo Bill Daggett (Gene Hackman). Le loro vite si incrociano in seguito allo stupro di una prostituta da parte di due Cowboy. Daggett decide di punire i colpevoli con una pesante multa ma le "colleghe" della ragazza mettono comunque una taglia sui due, costringendo lo sceriffo ad affrontare i vari cacciatori di taglie. Munny nel frattempo, spinto dalle condizioni finanziare della famiglia, decide di andare alla ricerca dei due stupratori insieme al suo vecchio amico Ned (Morgan Freeman). I due amici sono le due facce della questione sull'omicidio. Se da una parte Ned non riesce ad avere la freddezza necessaria nell'uccidere un uomo, Bill la trova, pur essendo pienamente consapevole del grave gesto che compie (è lui che pronuncia la frase ad inizio post). Questo film, vincitore di ben 4 premi oscar, è impreziosito dalla grandissima prestazione dei due attori principali, Eastwood e Hackman (vincitore della statuetta per il miglior attore non protagonista) che danno al film un tocco di malinconia e tristezza al lungometraggio. In definitiva, un film da capire.
link scheda imdb
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Trovare western che trattino di questioni etiche come l'omicidio è quasi impossibile. Si uccide e basta. Senza pensare se è giusto o sbagliato, senza soffermarsi troppo.Gli Spietati è un western classico e moderno allo stesso tempo. Classico per le location, per le situazioni, per i soliti elementi comuni alle pellicole dello stesso genere insomma. Moderno per ciò che ho detto prima, cioè per i temi trattati. La vicenda ruota attorno alla figura di Bill Munny (Clint Eastwood), vecchio ex-pistolero vedovo e con 2 figli, e a quella dello sceriffo Bill Daggett (Gene Hackman). Le loro vite si incrociano in seguito allo stupro di una prostituta da parte di due Cowboy. Daggett decide di punire i colpevoli con una pesante multa ma le "colleghe" della ragazza mettono comunque una taglia sui due, costringendo lo sceriffo ad affrontare i vari cacciatori di taglie. Munny nel frattempo, spinto dalle condizioni finanziare della famiglia, decide di andare alla ricerca dei due stupratori insieme al suo vecchio amico Ned (Morgan Freeman). I due amici sono le due facce della questione sull'omicidio. Se da una parte Ned non riesce ad avere la freddezza necessaria nell'uccidere un uomo, Bill la trova, pur essendo pienamente consapevole del grave gesto che compie (è lui che pronuncia la frase ad inizio post). Questo film, vincitore di ben 4 premi oscar, è impreziosito dalla grandissima prestazione dei due attori principali, Eastwood e Hackman (vincitore della statuetta per il miglior attore non protagonista) che danno al film un tocco di malinconia e tristezza al lungometraggio. In definitiva, un film da capire.
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venerdì 23 maggio 2008
C'era una volta la rivoluzione
"La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza."
E' con questa citazione di Mao Tse Tung che inizia Giù la testa, uno dei film meno conosciuti e più sottovalutati di Sergio Leone. Un film politicamente impegnato che nel periodo della sua uscita venne risultava scomodo (per i politicanti) a tal punto da essere bandito dagli schermi per 20 anni in America. Assurdo. La pellicola racconta la storia di Juan Miranda (Rod Steiger), un peone messicano che compie rapine con l'aiuto dei figli, che incontra dopo un colpo l'irlandese John Mallory (James Coburn). Malgrado all'inizio Miranda voglia sfruttare l'abilità con gli esplosivi di Mallory per le sue rapine, verrà coinvolto da quest'ultimo nella turbolenta rivoluzione messicana, fino a diventare suo malgrado un eroe di guerra. Come dicevo prima, con questo suo lavoro Leone vuole far riflettere lo spettatore e prende una posizione ben precisa riguardo alla rivoluzione. Al centro di questa riflessione politica stanno i due protagonisti: Miranda considera la rivoluzione un capriccio della gente ricca che coinvolge i poveri nei loro giochi di potere, senza cambiare di fatto la condizione di questi ultimi; Mallory invece ha un idea più nobile di rivoluzione. L'irlandese (secondo il mio punto di vista) è un personaggio che ha molto in comune con la figura di Che Guevara: dopo essere fuggito dal suo paese, dove faceva parte dell'IRA, si unisce ad una nuova guerra civile/rivoluzione, tutto in nome dei suoi valori. Tornando al discorso di prima sulle due posizioni, sta a voi scoprire quale delle due alla fine si afferma (e quindi quale delle due rappresenta il pensiero di Leone). Sul piano meramente "pratico" del film, le interpretazioni Rod Steiger e James Coburn (due giganti del vecchio cinema americano) sono di altissimo livello, da applauso soprattutto quella di Rod. Poco da dire sul duo Sergio Leone - Ennio Morricone, perfetti come sempre dal punto di vista della regia e della colonna sonora.
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il famoso discorso di Miranda a proposito della rivoluzione
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il famoso discorso di Miranda a proposito della rivoluzione
mercoledì 21 maggio 2008
In The Street
Le vie del cinema sono tante, quasi quanto quelle del Signore. Ci sono talmente tanti film poco conosciuti ma magari in realtà piccoli capolavori che si perderebe una vita intera a guardarli tutti. E qualche mese fa ne ho trovato uno. In realtà credevo che fosse più o meno famoso, ma chiedendo in giro non ho trovato nessuno che lo conoscesse; inoltre le recensioni ne parlavano più che bene. Non restava che guardarlo e scoprire la verità. E la verità è che è un gran bel film. In effetti bastava sapere che alla regia c'era Guy Ritchie, il regista del geniale The Snatch, per capire cosa avevo davanti. Queste due pellicole di fatto hanno molto in comune, anche alcuni attori. Alla base di Lock & Stock ci sono diverse storie che hanno come punto in comune un gruppetto di 4 amici che perdono un bel mucchio di sterline in una partita a poker e diventano debitori di un altrettanto cospicuo gruzzolo di soldi. Il loro creditore intanto ordina di far rubare 2 moschetti che valgono milioni di sterle e i vicini di casa dei 4 ragazzi citati prima decidono di rapinare dei coltivatori di marijuana. Ecco ora immaginate se queste 3 storie quasi completamente diverse si intrecciassero. Lock & Stock è proprio questo. Un casino. Non sai mai cosa può capitare tra 5 minuti. Se avete amato The Snatch e Pulp Fiction (che ha una struttura molto simile) non potete non vedere questo gran capolavoro.
P.S. C'è anche Sting nel cast
P.S. C'è anche Sting nel cast
link a imdb
una scena del film, senza troppi spoiler
martedì 20 maggio 2008
Your Time Is Gonna Come

Ho appena visto La 25a ora. Non avevo nulla da fare stasera e quindi mi sono visto un bel filmozzo, anche se in teoria dovrei ammazzarmi di studio per la maturità. Film difficile da recensire questa 25th hour. Non perchè sia difficile giudicarlo, è un bellissimo film per carità, ma più che altro perchè è complesso e difficile da comprendere a pieno. Ma partiamo da quello che vi posso dire per certo, cioè la trama. Monty (Edward Norton) è uno spacciatore di coca che è stato beccato dalla narcotici grazie ad una soffiata. Ci vengono raccontate nel film le sue ultime 24 ore prima di essere rinchiuso in carcere. Durante questo giorno Monty e tutte le persone a lui vicine, le quali gli hanno organizzato una "festa d'addio", ripensano alla sua vita, alle scelte che ha fatto, a ciò che loro avrebbero pouto fare per lui. Nonostante Monty sia il protagonista anche alcuni personaggi secondari assumono un ruolo importante nel film. Frequentemente infatti ci si sofferma su questi ultimi mostrando i loro pensieri, le loro opinioni sul protagonista e sulla vicenda, ma soprattutto i loro stessi problemi legati alla vita privata. Un importante comprimario alla storia è New York, anzi la New York post-11 settembre, con la sua agitazione, con i suoi problemi e con le sue paure che influenzano di conseguenza anche i protagonisti della vicenda. La prestazione degli attori è ottima, soprattutto quella di Norton. Inoltre nel cast troviamo Rosario Dawson nella parte della moglie, Barry Pepper e Philip Seymour Hoffman nella parte degli amici intimi di Monty (tutte ottime intrepretazioni). Come ho detto prima non è semplice descrivere nel dettaglio il film, deve essere visto, e quindi vi consiglio vivamente di farlo, così alla fine capirete cos'è in realtà la venticinquesima ora.
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la famosissima scena dello specchio
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la famosissima scena dello specchio
domenica 18 maggio 2008
Love It To Death

Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra. Una frase che ha fatto la storia del cinema d'orrore e in particolare del genere zombi. E Zombi è il titolo del film che mi appresto a recensire. A malincuore (piango quando ci penso) devo ritornare a una questione già trattata nel primo post. Zombi... cazzo che titolo di merda. Poi la gente si chiede perchè aumentano gli omicidi. Il titolo originale è Dawn of the Dead, seguito di Night of The dead, prequel di Day of The Dead e di Land of The Dead, capolavori del signor George Romero. Ora ha più senso il titolo originale, no? Inoltre, non conoscendo il film, sentendo il nome Zombi molti potrebbero immaginare un film stupido, a basso costo, orrendo ecc. (spero che voi non siate tra quelli che giudicano i film dal titolo). Ok basta con lo sfogo. Dicevamo, il film in questione è una pietra miliare del cinema, un grande capolavoro. Alla base di esso vi è una storia di quelle che, in fondo, tutti (o meglio, io si), vorrebbero vivere: in seguito ad un invasione di zombi, 2 swat e una coppia si barricano in un centro commerciale. Tra sparatorie contro mostri, fughe disperate, il film va avanti con alcune trovate davvero geniali e scene con una suspence travolgente. Piccolo consiglio: non badate agli effetti speciali; era il '78, non potete pretendere molto, quindi usate un pò di fantasia. Che altro posso dire... ah già, guardatevi anche gli altri film della saga se siete appassionati.
link alla scheda imdb
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Creatures of The Night

Fine anni 70. Cyrus, capo della più grande gang di New York, decide di organizzare una riunione con i rappresentanti delle altre bande della città. Lo scopo è riunirsi in un unica alleanza per spazzare la polizia e dominare sulla metropoli. Quella che però doveva essere un incontro pacifico si trasforma in tragedia: Cyrus viene sparato e ucciso nel mezzo di un discorso. Ad essere incolpati dell'omicidio sono i Warriors di Coney Island. Comincia quindi la disperata corsa dei membri dalla banda verso casa, braccati da tutte le altre gang della città. I Guerrieri della notte (nome originale The Warriors) è un film agitato, frenetico e cattivo. Ed è proprio la disperata corsa verso un posto sicuro il tema centrale, la corsa contro il tempo per riuscire a prendere un treno che ti porta avanti solo per qualche sudato chilometro. E poi le risse.... gli inevitali scontri con le gang rivali. Insomma, un film che lascia poco tempo per fiatare. Non perdete l'occasione di vedere questo piccolo classico del cinema anni 70.
link scheda imdb
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venerdì 16 maggio 2008
Good Times Bad Times

Sergio Leone. Quanto amo questo regista. I suoi film riescono a cogliere quel non so cosa che li rende capolavori, opere immortali. Non si parla solo di western. Si perchè il più grande (e ultimo suo film) è un gangster-movie. Esatto, lo stesso genere de Il Padrino; ma non fatevi ingannare, questo film è qualcosa di profondamente diverso pur essendo dello stesso genere. Non ho ancora detto il titolo? Beh il titolo è uno dei più appropriati della storia del cinema ed è C'era una volta in America. Insieme a C'era una volta il west e Giù la Testa (che è chiamato anche C'era una volta la rivoluzione) fa parte della seconda grande trilogia del regista italiano cioè la trilogia del tempo. Prima di esporvi nel dettaglio il film vanno fatte però alcune considerazioni. Molti tendono a snobbare la pellicola per un motivo assolutamente futile: la durata. Certo, 220 minuti (3h e 40) non sono poco ma vi assicuro che non vi accorgerete neppure del tempo che passa, anzi, vorrete rivederlo dopo la fine. Dopo questa lunga premessa finalmente posso passare alla trama. Il film racconta la storia di Noodles (Robert De Niro) e dei suoi amici, la loro giovinezza nei sobborghi di New York, la loro ascesa al potere, la loro caduta; ovviamente il tutto ambientato nel periodo del proibizionismo. Sembra una trama quasi banale ma sotto di essa vi sono storie d'amore, tradimenti, avventure che vi colpiranno e vi faranno commuovere. Gli eventi non sono presentati secondo un ordine cronologico, troviamo infatti lunghi flashback e altrettanto lunghi flashfoward. Dal punto di vista della regia non si possono fare commenti, è perfetta, come è perfetto tutto il resto, dal cast (con dei De Niro e James Woods allucinanti) alla colonna sonora, chiaramente targata Ennio Morricone. Se non avete visto questo capolavoro, che siate appassionati di gangster-movie o che non lo siate, avete perso una parte della storia del cinema italiano e soprattutto mondiale.
link alla scheda imdb
eccovi il tema principale (non potete non conoscerlo)
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eccovi il tema principale (non potete non conoscerlo)
giovedì 15 maggio 2008
In The Evening
Oggi voglio parlare di un film particolare, o quasi. Una pellicola nata dalla collaborazione di due famosi amici registi. Sto parlando di "Dal tramonto all'alba" diretto da Roberto Rodriguez (e probabilmente non solo da lui, poi capirete perchè) e tratto da una sceneggiatura di Quentin Tarantino. La trama del film non è particolarissima, forse un pò banale: due rapinatori, dopo un colpo in cui ci sono state molte vittime, devono fuggire verso il Messico per non farsi beccare. I due ci riescono grazie ai loro ostaggi, un ex-reverendo e i suoi due figli, ma una volta arrivati al locale Titty Twister, dove dovrebbero scambiare la merce rubata, qualcosa va storto..... Il film è diviso in due parti ben distinte e molto differenti fra loro. La prima, probabilmente diretta da Tarantino, parte dalla fuga dopo il colpo fino all'arrivo in Messico; la seconda si svolge interamente nel Titty e qui lo stile di Rodriguez è ben visibile. Il cast contiene molti volti conosciuti. In primis George Clooney (ai tempi delle riprese era famoso solo per la serie E.R.) che fa la parte di uno dei due rapinatori; l'altro è invece proprio Quentin Tarantino che oltre a essere sceneggiatore e (forse) regista non si accontenta e fa anche una parte bella corposa, più di quella che ha nei suoi stessi film. Dalla parte dei poveri ostaggi abbiamo Harvey Keitel, bravissimo attore che ha già collaborato con Tarantino ne Le Iene, e Juliette Lewis, famosa per la parte in Natural Born Killers (scritto da Tarantino.... sempre lui). La colonna sonora è molto carina e vanta alcuni pezzi dei mitici ZZ Top. In definitiva un bel film, anzi, due bei mini-film che vi faranno passare due piacevoli orette con dialoghi alla Tarantino e splatter alla Rodriguez.
link alla scheda imdbeccovi un assaggio della pellicola
mercoledì 14 maggio 2008
The Song Remains The Same.....
Rieccoci. Dopo la breve avventura col vecchio blog rieccomi con uno nuovo, pronto all'uso e all'abuso. Sia chiaro che il suo contenuto sarà semplicemente quello che mi passa per la testa e quello che ho voglia di fare, nè più nè meno. Perchè è di quello che si tratta, di voglia.
Anyway... dopo questa piccola introduzione passiamo all'argomento del post. No, l'argomento non era la nascita del blog; non è neanche l'album/canzone dei Led che c'è sul titolo. L'oggetto è invece un film che ho visto ieri, "La vita è un sogno". E qui va spesa una parola in onore dei grandi cazzoni che distribuiscono il film qui in Italy. Va bene che a certa gente viene il mal di testa soltanto leggendolo sto benedetto inglese ma non si può storpiare il nome di un film in questo modo. Ebbene si, perchè il titolo originale è Dazed And Confused (chiara citazione del famoso brano dei Led), che tradotto sarebbe "sbalordito e confuso"... Ci vuole fantasia a trasformare un titolo del genere "la vita è un sogno", cioè immaginatevi:
-Che film hai visto ieri?
-Guarda, un film fantastico: La Vita è Un Sogno-.
Cioè, non rende.
Comunque, basta andare "off topic", vi accorgerete voi che il titolo italiano non c'entra un cazzo. Il film in questione parla della giornata tipo, esattamente l'ultimo giorno di scuola, di alcuni gruppi di studenti di una scuola superiore americana. Il tutto ambientato nel 1976, nei mitici 70s, negli anni del sex drugs e rock n roll. Un altro buon motivo per vedere il film è la colonna sonora, composta giustamente da classici degli anni 70 (ovviamente si parla di brani rock) come "Paranoid" (non ditemi che non sapete di chi è) o "No more mr. nice guy" (degli Alice Cooper).
Piccolo, immancabile neo, il doppiaggio, anzi, la scelta dei doppiatori, pecca ricorrente in molti adattamente italiani. Si parla di scelte oscene come dare la voce di un 40enne ad un ragazzo di 15-16 anni.
A parte questa piccola cosuccia il film resta una buona produzione che non mancherà di farvi venire la voglia di fare un bel festino.
Anyway... dopo questa piccola introduzione passiamo all'argomento del post. No, l'argomento non era la nascita del blog; non è neanche l'album/canzone dei Led che c'è sul titolo. L'oggetto è invece un film che ho visto ieri, "La vita è un sogno". E qui va spesa una parola in onore dei grandi cazzoni che distribuiscono il film qui in Italy. Va bene che a certa gente viene il mal di testa soltanto leggendolo sto benedetto inglese ma non si può storpiare il nome di un film in questo modo. Ebbene si, perchè il titolo originale è Dazed And Confused (chiara citazione del famoso brano dei Led), che tradotto sarebbe "sbalordito e confuso"... Ci vuole fantasia a trasformare un titolo del genere "la vita è un sogno", cioè immaginatevi:
-Che film hai visto ieri?
-Guarda, un film fantastico: La Vita è Un Sogno-.
Cioè, non rende.
Comunque, basta andare "off topic", vi accorgerete voi che il titolo italiano non c'entra un cazzo. Il film in questione parla della giornata tipo, esattamente l'ultimo giorno di scuola, di alcuni gruppi di studenti di una scuola superiore americana. Il tutto ambientato nel 1976, nei mitici 70s, negli anni del sex drugs e rock n roll. Un altro buon motivo per vedere il film è la colonna sonora, composta giustamente da classici degli anni 70 (ovviamente si parla di brani rock) come "Paranoid" (non ditemi che non sapete di chi è) o "No more mr. nice guy" (degli Alice Cooper).
Piccolo, immancabile neo, il doppiaggio, anzi, la scelta dei doppiatori, pecca ricorrente in molti adattamente italiani. Si parla di scelte oscene come dare la voce di un 40enne ad un ragazzo di 15-16 anni.
A parte questa piccola cosuccia il film resta una buona produzione che non mancherà di farvi venire la voglia di fare un bel festino.
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